THÉÂTRE DU GROS MÉCANO (QUÉBEC CITY)/ASS. SEGNI D’INFANZIA
Patchwork
Teatro Dragoni - giovedì 31 gennaio e venerdì 1 febbraio

con (in alternanza) Nicolas Jobin, Marjorie Audet, Sara Zoia,
Cristina Cazzola e Carol Cassistat

scene e Luci Lucio Diana - musiche originali Nicolas Jobin

testo e regia di Cristina Cazzola e Carol Cassistat

spettacolo realizzato con
MUSEO DELLE BELLE ARTI DI QUÉBEC CITY
ATRIUM DE CHAVILLE (PARIGI)
MUSEO BENAKI DI ATENE

e prodotto da
ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI

 

Lo spettacolo parte da una serie di riflessioni che raccontano in maniera poetica e visionaria il tema dell'identità nella società contemporanea e multiculturale.

Due personaggi, un antropologo e una donna si incontrano in un luogo senza spazio e senza tempo dove percorrendo alberi genealogici e scoprendo oggetti capaci di evocare storie di viaggi e avventure di famiglia accompagnano bambini e adulti nella scoperta dell'importanza di chiedersi chi veramente siamo e da dove veniamo. La storia di un incontro che nasce dalla curiosità verso l'altro e che presto si trasforma in un gioco teatrale per leggere la propria storia personale come episodio di una nuova mitologia contemporanea che altro non è che un mosaico di storie di cui ciascuno è un unico e indispensabile tassello.

Temi prevalenti:

- L’identità contemporanea di bambini e famiglie che sempre di più sono composte da persone che sono nate in paesi diversi.

- Il tema dell’integrazione fra popoli diversi è trattato a partire dagli oggetti che ne raccontano la storia.

- L’utilizzo degli oggetti per raccontare storie di culture diverse permette di affrontare il tema della migrazione come un fatto non nuovo ma da sempre occorso all’umanità, fin dalla comparsa del primo uomo propriamente detto in Africa milioni di anni fa.

- La capacità e possibilità delle persone di confrontarsi e incontrarsi anche se parlano lingue diverse.

- La capacità degli oggetti di evocare storie.

- L’incontro fra persone, lo scambio.

- La famiglia come piccolo universo in cui le persone sono già diverse fra loro e costruiscono una accanto all’altra le proprie identità.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: lo spettacolo mette in scena l’incontro fra due personaggi molto diversi fra di loro che grazie alla curiosità reciproca riescono a incontrarsi e a scoprire l’uno la storia dell’altro. Dall’incontro escono cambiati anche se all’inizio la diversità dell’altro genera diffidenza.

Metodo di lavoro utilizzato per la creazione dello spettacolo

La drammaturgia dello spettacolo ha avuto 4 processi:

1.fase di ricerca nei musei, il Museo Benaki di Atene e il Museo di Belle Arti di Québec City;
2. confronto con pubblico di adulti e bambini sul tema della identità patchwork a partire al’immagine della coperta patchwork. Raccolta di storie da parte di chi ha partecipato alla raccolta info nei vari musei;

3.scrittura del testo grazie a quattro residenze. Due in Québec e due a Mantova;
4. prime repliche con il pubblico a Mantova poi a Colpi di scena.

Lo spettacolo è costruito con un casting doppio che cerca di esplorare incrociando le nazionalità il cast del Québec con quello italiano e viceversa.

Indicazioni su scenografie e costumi: lo spazio è un aeroporto, costruito con scale di diverse emozioni che lo evocano. Mano a mano che lo spettacolo procede lo spazio si trasforma in una vera mostra a tema “il grande viaggio dell’uomo” lasciando alla fine una grande istallazione alla quale i bambini possono partecipare.

Possibile percorso didattico
1. Oggetti e storie

Come un oggetto si trasforma in storia, come scoprire la storia segreta di alcuni oggetti che se ascoltati sanno raccontare migrazioni e sussurrano come la storia dell’uomo da sempre è fatta di viaggi.

Si possono stimolare gli studenti a diverse attività:

- inventare storie da un oggetto;

- raccontarsi con un oggetto;

- dedurre comportamenti e storie a partire da una serie di oggetti dati. Per esempio: il fodero di una spada del seicento trovato in America Latina racconta la storia della conquista delle Americhe da parte degli spagnoli.

2. Costruzione di alberi genealogici per indagare le proprie origini

Costruire il proprio patchwork coperta a partire dall’albero genealogico scegliendo pezzetti di carta o di stoffa colorata. Una volta realizzata la coperta i bambini sono invitati a raccontare e verbalizzare il perché della composizione e accostamento dei diversi pezzi di carta/stoffa per costruire la propria coperta.

3. Storia degli oggetti

Gli oggetti e il loro Quaderno di viaggio. Chiediamo a ogni bambino di creare una mostra di oggetti che raccontano le migrazioni della loro famiglia nel tempo.

4. Il racconto e il tema dell’identità

Non esiste una storia, possono esistere solo tante piccole storie. Ognuno può potare il suo pezzettino e così raccontare chi è, da dove viene e dove vorrebbe andare.

Il raccontare è un’azione che si tramanda fin dagli albori ed è uguale per tutte le persone e tipi di famiglie, in quanto il singolo racconto intesse la storia dell’umanità e dunque di ciascuno di noi. La lettura e la scoperta delle storie raccontate, piccole o grandi che siano, aiuta a sviluppare il proprio punto di vista scoprendone di nuovi perché l’ascolto, la condivisione e l’interpretazione dei racconti sono vissuti e percepiti in maniera diversa da ciascuno di noi.

Alcuni spunti testuali
- Nella moltitudine
di Wislawa Szymborska
Sono quella che sono. Un caso inconcepibile come ogni caso. In fondo avrei potuto avere altri antenati, e così avrei preso il volo da un altro nido, così da sotto un altro tronco sarei strisciata fuori in squame.

Nel guardaroba della natura c'è un mucchio di costumi: ragno, gabbiano, topo di campagna.

Ognuno va subito a pennello ed è portato docilmente finché si consuma.

Anch'io non ho scelto, ma non mi lamento. Potevo essere qualcuno molto meno a parte. Qualcuno d'un formicaio, banco, sciame ronzante, una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento. Qualcuno molto meno fortunato, allevato per farne una pelliccia, per il pranzo della festa, qualcosa che nuota sotto un vetrino. Un albero conficcato nella terra, a cui si avvicina un incendio. Un filo d'erba calpestato dal corso di incomprensibili eventi. Uno nato sotto una cattiva stella, buona per altri.

E se nella gente destassi spavento, o solo avversione, o solo pietà?

Se al mondo fossi venuta nella tribù sbagliata e avessi tutte le strade precluse?

La sorte, finora, mi è stata benigna. Poteva non essermi dato il ricordo dei momenti lieti. Poteva essermi tolta l'inclinazione a confrontare. Potevo essere me stessa - ma senza stupore, e ciò vorrebbe dire qualcuno di totalmente diverso.

- Sulle tracce degli antenati di Telmo Pievani.

 

 

Fascia d’età: 7 - 10 anni      
Durata: 55 minuti      
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e narrazione a tema antropologico

Calendario spettacoli

giovedì 31 gennaio ore 09:30
venerdì 1 febbraio ore 09:30

Teatro Dragoni

Piazza Orsini
47014 Meldola (FC)
0543 490089 - 64300
teatrodragoni@accademiaperduta.it

Prenotazioni telefoniche dal mercoledì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12 
presso gli uffici del Teatro Il Piccolo di Forlì (0543/64300).

Prezzo del biglietto: 4 euro (posto unico).