Valter Malosti
Molière / Il Misantropo
Teatro Goldoni -

ovvero Il nevrotico in amore

versione italiana e adattamento di
FABRIZIO SINISI e VALTER MALOSTI

uno spettacolo di VALTER MALOSTI

e con ANNA DELLA ROSA, SARA BERTELÀ, EDOARDO RIBATTO,
PAOLO GIANGRASSO, ROBERTA LANAVE,
MATTEO BAIARDI, 
MARCELLO SPINETTA

costumi Grazia Materia
scene Gregorio Zurla
luci Francesco Dell'Elba

               una produzione
TPE Teatro Piemonte Europa
Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano - LuganoInScena

 

Nel 1666 Molière debutta con il suo Misantropo: una commedia amara e filosofica, anomala e profetica, secondo molti il suo capolavoro – «un classico del Novecento», scrive Cesare Garboli, «scritto tre secoli fa».

Il Misantropo è oggi un testo totalmente “al presente”, violento, potente, perturbante. Una commedia tragica, venata di una forma di umorismo instabile e pericolante, che porta in sé, appena al di sotto della superficie comica, le vive ferite e il prezzo altissimo costato al suo autore: in essa emergono le nevrosi, i tradimenti, i dolori di un personaggio capace di trasformare tutto il proprio disagio e la propria rabbia in una formidabile macchina filosofica, esistenziale e politica, che interroga e distrugge qualunque cosa incontri nel suo percorso. Ma questo capolavoro è allo stesso tempo anche il dramma di un essere inadeguato alla realtà, l’allucinata tragedia di un uomo ridicolo, che si scontra con un femminile complesso e modernissimo, rappresentato come un prisma dalle tre figure di donna presenti nel testo, una sorta di misteriosa trinità. Una commedia di confine, che coglie Molière al momento di farsi buffone del Re: infatti il grande autore nello stesso anno del Misanthrope collabora intensamente alle feste di Saint-Germain, e da quel momento in poi si adopererà sempre più ad organizzare i divertimenti reali. Molière, come scrive acutamente Fausta Garavini, “abbandona la propria intima spoglia al suo personaggio”, forse il più autobiografico, se appunto si pensa anche al rapporto di servitù o servilismo nei confronti di Luigi XIV. “Alceste non può vivere nel mondo e fugge nel deserto; Molière deve sopravvivere e si costituisce prigioniero, si dichiara sconfitto.” Ma allo stesso tempo dichiara, nel suo fallimento, la forza insuperabile ed eversiva della sua ribellione. Valter Malosti, dopo il grande successo della sua rilettura de La scuola delle mogli, torna ad affrontare Molière, e lo fa proponendo al pubblico un Misantropo del tutto inedito. L’Alceste di Malosti è un filosofo, un nero buffone, un folle estremista del pensiero, che assume in sé anche le risonanze più intime e strazianti del dramma molieriano, senza rinunciare alla sottile linea comica, al fuoco farsesco che innerva il protagonista. Accanto a lui, nella parte di un’inedita Célimène, Anna Della Rosa, una fra le attrici più talentuose della sua generazione, ammirata anche al cinema nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino, insieme a un cast di altissimo livello: Sara Bertelà, Edoardo Ribatto, Roberta Lanave, Paolo Giangrasso, tra gli altri. Poiché Il Misantropo è anche testo di grande coralità, che si riscrive in scena con gli attori e che dunque richiede attori di grande finezza, anche per far risaltare i chiaroscuri della scrittura molieriana.

Nel costruire insieme al regista la lingua di questo nuovo Misantropo, il giovane autore Fabrizio Sinisi si confronta con alcuni grandi autori del Novecento, soprattutto Thomas Bernhard. Il testo classico viene qui messo a reazione con un altro grande capolavoro molieriano: quel Don Giovanni di cui il Misantropo diventa la tavola rovesciata e complementare, l’immaginario prologo della dissoluzione: Alceste e Don Giovanni diventano i due volti di una lotta totale e disperata contro l’ipocrisia e il compromesso su cui è costruita la civiltà. Lo spettacolo viene a proporsi quindi come un lucido saggio sul desiderio e l’impossibilità di esaudirlo, sul conflitto tra uomo e donna, uomo e società, uomo e cosmo. Il rapporto di Alceste e Célimène diventa quindi un violentissimo agone, una resa dei conti la cui posta in gioco è – per citare proprio Lacan – la Verità come “ciò che sempre resiste all’intelligenza”.

Calendario spettacoli

martedì 28 gennaio ore 21:00

Teatro Goldoni

Piazza della Libertà, 18
48012 Bagnacavallo (RA)
0545.64330
teatrogoldoni@accademiaperduta.it

Prevendite
martedì 28 gennaio dalle ore 10 alle ore 13 presso la Biglietteria del Teatro Goldoni. 
Nella sera di spettacolo la Biglietteria aprirà alle ore 20.

Prenotazioni telefoniche (tel. 0545 64330):
martedì 28 gennaio dalle ore 12 alle ore 13.
Non si accettano prenotazioni telefoniche negli orari di apertura serale della Biglietteria.

Vendita online
da venerdì 18 ottobre. L’acquisto online dei biglietti è possibile fino al giorno antecedente la rappresentazione, salvo l’esaurimento dei posti al momento delle prevendite e delle prenotazioni telefoniche o per diverse disposizioni della Direzione del Teatro. 

NB: i biglietti prenotati telefonicamente e le ricevute della vendita on-line dovranno essere permutate con il regolare biglietto SIAE entro 30 minuti dall’orario di inizio dello spettacolo. 

Prezzi:

Primo settore (Platea, Palchi di I ordine e II - III ordine centrali)

Intero € 25
Ridotto over 65 - under 29   € 23
Ridotto under 14     € 12

Secondo settore (Palchi di II e III ordine laterali)

Intero € 23
Ridotto over 65 - under 29   € 20
Ridotto under 14 (e Loggione)  € 12

Loggione

Posto unico over 14 € 15

Ai possessori di YoungER Card saranno applicate le riduzioni "under 29"

Sul prezzo dei biglietti acquistati online, sarà applicata un’ulteriore maggiorazione da parte del fornitore del servizio (Vivaticket - tel: 0545 915000). 

AVVERTENZE GENERALI: 
la Direzione del Teatro si riserva di apportare modifiche che cause di forza maggiore imporranno. 
Per alcuni spettacoli potrà esserci l’eventualità di non garantire la medesima disposizione di posti acquistata a causa di particolari esigenze di allestimento richiedenti modifiche all’assetto del Teatro stesso.