Mar del Plata
gli 'angeli del rugby' che osarono sfidare il regime argentino
di Claudio Fava

con 

CLAUDIO CASADIO, GIOVANNI ANZALDO, FABIO BUSSOTTI

Andrea Paolotti, Tito Vittori

e con (in ordine alfabetico) Edoardo Frullini, Fiorenzo Lo Presti,
Giorgia Palmucci, 
Alessandro Patregnani, Guglielmo Poggi

scene Alessandro Chiti
disegno luci Umile Vainieri
costumi Sabrina Chiocchio

regia di GIUSEPPE MARINI

uno spettacolo co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri Società per Attori

con il patrocinio istituzionale di Ambasciata Argentina in Italia
e Federazione Italiana Rugby

in collaborazione con Amnesty International - sezione italiana

Premio Speciale Persefone "Carmelo Rocca" 2016
come "miglior spettacolo di autore contemporaneo"

"La prima volta che andai in Argentina la memoria di molte cose accadute era ancora intatta. Cose accadute laggiù, a Buenos Aires, dove la storia si era fermata su quell’elenco interminabile di nomi cancellati dalla vita e dal lutto, desaparecidos, ammazzati senza nemmeno il diritto a portarsi la propria morte addosso. Ma anche cose accadute quaggiù, in Italia, dove un’altra guerra e un altro nemico che non facevano prigionieri s’erano portati via, assieme a tanti altri, anche mio padre.

Mi era sembrato un viaggio necessario: imparare che nessun luogo è il centro del mondo. Si moriva in Argentina come in Sicilia perché una banda di carogne regolava in questo modo i propri conti con i dissidenti. Pensarla storta, fuori dal coro, era un peccato imperdonabile. A Buenos Aires come a Catania. Negli anni ho imparato a raccontare quei morti con le parole dei vivi, le madri di Plaza de Mayo, le vedove di via d’Amelio…

Ho provato a immaginare com’erano vissuti e perché avevano fatto quello che scelsero di fare. Non serviva a consolarsi ma a capire che dietro ogni violenza, a Buenos Aires come a Palermo, non c’era mai fatalità ma un pensiero malato, l’osceno sentimento del potere, l’avidità, il desiderio di impunità, la menzogna… In questo, Jorge Rafael Videla e Nitto Santapaola si rassomigliano. E si rassomigliano anche i loro morti. I ragazzi di Mar del Plata mi sono venuti incontro così, quasi per caso. Tutti morti, un solo sopravvissuto: Raul. Non aveva mai raccontato la sua storia. Nemmeno quando il regime dei militari era crollato come un castello di carte. Essere rimasti vivi, sopravvissuti al male, è sempre un peso insopportabile, il segno di una colpa che non esiste ma che ti covi dentro come un’ulcera. Succedeva agli scampati di Auschwitz, successe anche ai superstiti della mattanza argentina.

Ho provato a immaginare i pensieri e i gesti di quei ragazzi che scelsero di restare e di morire. Ho cercato di riannodare i fili invisibili che legano vite lontane tra loro: i giovani agenti di Paolo Borsellino che rinunciano alle ferie per far da scorta al loro giudice, i giovani rugbisti di Mar del Plata che rinunciano a trovare rifugio in Francia pur di giocarsi fino all’ultima partita il loro campionato…

II nome di Raul, il sopravvissuto, l’ho conservato. Gli altri, carnefici e vittime, li ho ribattezzati: volevo che ciascuno di loro portasse in questo teatro qualcosa in più della propria storia, qualcosa in più della propria morte. Perché alla fine poco importa che quei ragazzi fossero argentini o siciliani. Importa come vissero. E come seppero dire di no." (Claudio Fava)

 

Mar del Plata è un appassionante testo teatrale di Claudio Fava che racconta una storia vera, quella della squadra La Plata Rugby, un gruppo di ragazzi che alla fine degli anni ’70, nell’Argentina della dittatura dei colonnelli, venne decimato dalla ferocia dei militari di Videla ma che rimase in campo a giocare fino alla fine del campionato.
Raul Barandiaran, l’unico sopravvissuto a quella tragedia, ancora oggi è il testimone vivente della squadra che decise di correre contro la violenza e l’oppressione, tenendo stretta al petto la palla ovale, a perenne testimonianza di questo nobile sport nel quale “una volta sceso in campo non puoi fuggire o nasconderti, devi batterti con coraggio, lealtà e altruismo”. 

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Rassegna stampa

Tournée

  • dal 03/11/2016 al 13/11/2016
    Teatro Vittoria, Roma
  • dal 16/11/2016 al 20/11/2016
    Teatro Verdi, Padova
  • 22/11/2016
    Teatro Sociale, Cittadella (PD)
  • 05/02/2017
    Teatri di Vita, Bologna
  • dal 06/02/2017 al 08/02/2017
    Teatro Masini, Faenza (RA)
  • dal 09/02/2017 al 12/02/2017
    Teatro Diego Fabbri, Forlì (FC)
  • dal 21/02/2017 al 22/02/2017
    Teatro Alighieri, Ravenna
  • dal 23/02/2017 al 24/02/2017
    Nuovo Teatro Pezzani, Parma