Franco Branciaroli
I Miserabili
Teatro Diego Fabbri - da giovedì 5 a domenica 8 marzo

di VICTOR HUGO

adattamento teatrale di Luca Doninelli

e con (in o.a.) Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi,
Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi,
Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio,
Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo

regia di FRANCO PERO'

una produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia,
CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro De Gli Incamminati

Incontro con gli Artisti
sabato 7 marzo ore 18.00 al Ridotto del Teatro

(l'ingresso all'incontro è gratuito)

 

Portare I Miserabili su un placoscenico è un’impresa sicuramente temeraria, e si trema davanti a "millecinquecento pagine – ha sottolineato Luca Doninelli, che ha accettato la sfida dell’adattamento – che appartengono non solo alla storia della letteratura, ma del genere umano, come l’Odissea, la Divina Commedia, il Don Chisciotte o Guerra e Pace".

L’idea nasce da Franco Però: "un’importante induzione verso questa scelta – spiega – viene dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i 'molto ricchi' e i 'molto poveri', fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini. Dopo anni in cui, allo Stabile, attraverso la drammaturgia, abbiamo indagato il microcosmo della famiglia (Scandalo di Schnitzler, Play Strindberg di Dürrenmatt), apriamo ora lo sguardo al macrocosmo della società.
C’è un’altra considerazione: il pubblico, a teatro, sembra sempre più attratto da operazioni legate alla narrativa. La narrativa sulla scena è un medium che permette anche di attrarre fasce non abituate a frequentare le platee, trattando argomenti dal valore universale… Naturale dunque guardare ai grandi romanzi. Poi subentrano le passioni, le vicinanze culturali che ognuno possiede. Io ho sempre frequentato soprattutto la letteratura francese (ho diretto più edizioni de Lo Straniero di Camus, tratto da uno dei più grandi romanzi del secondo Novecento), accanto a quella mitteleuropea: da qui I Miserabili, che – concordo con il recente parere di un critico francese – è forse il romanzo più famoso che esista in occidente, ma che pochissimi hanno letto per intero, tanto è imponente".

È però anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo: "non c’è stata una giornata delle prove – evidenzia il regista – in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società, il pensiero francese di questi momenti… Un giorno mi suonava strana la battuta di uno dei giovani rivoluzionari e ho riguardato il romanzo, certo che ci fosse stato qualche aggiustamento drammaturgico: sembrava scritta nel ’68. Invece Luca Doninelli aveva preso esattamente la frase di Hugo, che continua a stupirci e impressionarci per queste sue assonanze con l’attualità, per la capacità di affrontare temi diversissimi, di mettere assieme momenti alti e momenti bassi (questa è un’altra sua grandezza)".

I Miserabili – conclude – è veramente un fiume in piena di cui noi restituiremo un’onda o poco più" concordando con Doninelli che fin dall’inizio ha sottolineato come ogni capitolo, ogni parte, ogni quadro, ogni scena dell’immenso romanzo meriterebbe uno spettacolo a sé. Non potendo fare questo, in ogni caso si dovrà costruire uno spettacolo che, nel proprio ventre, possa contenere in qualche modo anche ciò che non si riuscirà a raccontare.

Ma la storia di Jean Valjean, di Fantine, Cosette, Javert, dei Thénardier, di Gavroche, Eponine, di Marius e di tutti gli altri studenti rivoltosi, deve essere ripercorsa e, possibilmente, per intero, individuando la metonimia giusta per restituire il significato, il colore e l’emozione di questa sterminata “sinfonia”.

Importante e appassionato sarà in ciò l’apporto degli interpreti che daranno vita a questi immensi personaggi, a partire dal Jean Valjean di Franco Branciaroli che per la prima volta – dopo uno spettacolo interpretato assieme a inizio carriera, il “Gesù” di Dreyer per la regia di Aldo Trionfo – lavora con Franco Però. "Ogni personaggio – osserva Però – è quasi protagonista di un proprio romanzo all’interno de Miserabili, ogni attore ha un ruolo fondamentale: mi è sembrato giusto partire dagli otto attori della Compagnia dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, strumento prezioso del nostro Teatro, poi ho integrato il cast con alcuni altri attori tutti di qualità… e poi esiste Jean Valjean. Un personaggio “monstre” che aveva bisogno di un attore altrettanto “monstre”: Franco Branciaroli. Diverse ragioni mi hanno indirizzato a lui, oltre al piacere di “incontrarlo” finalmente sulla scena: certo mi ha favorito sapere che aveva già collaborato con lo Stabile in un bellissimo Galileo, poi mi hanno colpito alcune sue dimostrazioni di generosità nel recente passato, e naturalmente ho ammirato la sua carriera, i lavori con Ronconi… Ho messo in rapporto la sua bravura, la sua generosità e la sua capacità di essere “fuori dalle regole”, fuori dagli schemi… com’è Jean Valjean che è tutto: un santo e anche un vero galeotto. E poi avviene l’incontro e speri che le cose vadano bene. E sta andando bene: sono colpito dall’atteggiamento di Franco Branciaroli, (che devo ringraziare anche per l’incontro con Doninelli, scrittore che ha accettato la sfida dell’adattamento teatrale del romanzo), sono colpito dalla sua disponibilità, l’impegno, il pudore e la sensibilità con cui propone e suggerisce… Branciaroli è un grande “strumento”, la quintessenza dello strumento, uno dei rari attori che si mette completamente a disposizione del lavoro».

Un lavoro che l’attore definisce un percorso avventuroso quello sul romanzo di Hugo e sul “suo”
Jean Valjean: "uno strano santo – dice Franco Branciaroli del suo personaggio – una figura angelico-faustiana. Il ritratto di un’umanità che forse deve ancora venire".

La scenografia firmata da Domenico Franchi – un artista di grande esperienza e scuola, che è scenografo e pittore – ha saputo coniugare una necessaria astrazione, alla concretezza della materia. È dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi, che si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo. E si è intuito poi, che rimanderanno all’immagine di libri di cui gli attori apriranno e muoveranno pagine diverse, attraversando il grande romanzo di Hugo ed il suo mondo, basso e alto, tragico e mutevole.

Calendario spettacoli

giovedì 5 marzo ore 21:00
venerdì 6 marzo ore 21:00
sabato 7 marzo ore 21:00
domenica 8 marzo ore 16:00

Teatro Diego Fabbri

Corso Diaz, 47
47121 Forlì (FC)
0543 26355
teatrodiegofabbri@accademiaperduta.it

BIGLIETTI

Prevendite: da sabato 19 ottobre 2019.
Orari: dal martedì al sabato dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19.
Nel giorno di spettacolo, la biglietteria apre un’ora prima dell’inizio della rappresentazione.

Prevendita Online (www.vivaticket.it): da domenica 20 ottobre 2019.

Prenotazioni telefoniche (tel. 0543 26355): da martedì 22 ottobre 2019.
Orari: dal martedì al sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19.

PREZZI

Platea

Intero € 27
Scontato Ass., Cral, Art e Romagna Visit Card € 25
Ridotto (under 29, over 65) € 24
Ridotto scontato Ass., Cral, Art e Romagna Visit Card € 22
Under 14 € 12
Ultime 3 file € 15
Scontato ultime 3 file € 13

Galleria

Intero € 23
Scontato Ass., Cral, Art e Romagna Visit Card € 22
Ridotto (under 29, over 65) € 21
Ridotto scontato Ass., Cral, Art e Romagna Visit Card € 19
Under 14 € 12

Ai biglietti acquistati in prevendita o prenotati telefonicamente sarà applicato un diritto di prevendita di € 1.
Biglietti Last Minute (acquistabili negli ultimi 10 minuti prima dell’inizio dello spettacolo dal giovedì al sabato – Platea e Galleria) € 19

PROMOZIONI SPECIALI

Sabato a teatro per due: in coppia, il sabato sera, direttamente in biglietteria, il secondo biglietto è Ridotto salvo disponibilità dei posti!
Regalo di Compleanno: il giorno del proprio compleanno, presentando un documento, ingresso omaggio allo spettacolo in programma (in abbinata con l‘acquisto di un altro biglietto per lo stesso spettacolo salvo disponibilità dei posti).

INFORMAZIONI UTILI
Modalità di pagamento: contante, bancomat, carta di credito, assegni.
Accademia Perduta/Teatro Diego Fabbri aderisce a “18 app” e “Carta Docenti”.

La Direzione Artistica si riserva il diritto di apportare al programma quelle variazioni che per motivi tecnici o di forza maggiore si rendessero necessarie. Di ogni eventuale variazione verrà data ampia e tempestiva comunicazione.