comuni della provincia di Ravenna quali “Teatro Masini Estate” a Faenza, “Teatro al chiaro di luna” a Bagnacavallo, “Brisighella Danza” e “Teatro Ragazzi al Borgo” a Brisighella.
Il “network” teatrale costruito da Accademia Perduta, con il suo sistema di gestione misto pubblico-privato, rappresenta a tutt’oggi un “caso”, oggetto di studi e tesi in prestigiose Università quali la “L. Bocconi” di Milano. Nel 1993 e nel 1997 la direzione di Accademia Perduta progetta e realizza le rassegne “Teatri per la verità”: cartelloni con grandi nomi del teatro e della musica italiani programmati trasversalmente in tutti palcoscenici dei Teatri romagnoli, i cui incassi sono stati interamente devoluti all’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica. Una causa a cui Accademia Perduta si è dedicata anche successivamente con la fondazione nel 2003, assieme alla Prof. Cristina Valenti, alla Sen. Daria Bonfietti, all’Ass.ne Scenario e all’Ass.ne dei parenti delle vittime della strage di Ustica, del “Premio Ustica per il Teatro di impegno civile e sociale”. Nel 2006 è stato poi organizzato presso il Teatro Masini di Faenza il convegno “Ustica e le Arti. Percorsi tra impegno, creatività e memoria” in cui tutti gli artisti che hanno prodotto opere in qualunque campo artistico ispirate da questa tragedia si sono riuniti per discutere il proprio percorso creativo e il proprio impegno civile. Il convegno faentino, ricco degli interventi di importanti e prestigiosi ospiti, è poi divenuto un libro pubblicato nel 2008 da Titivillus Edizioni.
Dal 1995 Accademia Perduta ha inoltre dato vita al festival “Colpi di Scena – Biennale di Teatro Ragazzi e Giovani Contemporaneo”, oggi giunto alla ottava edizione, che, nel 2004, si è aggiudicato il Premio ETI “Stregagatto” come “miglior festival di Teatro Ragazzi”.
Nello stesso anno ha poi inizio un nuovo, entusiasmante percorso artistico: la progettazione di una nuova forma di spettacolo dal vivo che consiste in un’originale forma di circo/teatro nelle piazze in cui acrobati provenienti da tutto il mondo interagiscono con monumenti, palazzi torri e cornicioni. Un progetto che si è concretizzato con le due edizioni de La notte delle Creature in Piazza del Popolo a Ravenna (2004 e 2005), in Piazza del Popolo a Faenza (2012) e con La Compagnia di Icaro in Piazza Saffi a Forlì (2005), arrivando a contaminare anche il mondo della moda, come è successo per le sfilate della stilista Cristina Rocca in Piazza del Popolo e nell’ex Chiesa di San Nicolò a Ravenna.
Nell’estate 2006 Accademia Perduta ha prodotto e portato in scena nelle Pievi delle province di Forlì/Cesena e Ravenna La Passione di Mario Luzi, uno spettacolo interpretato da Lucia Vasini e Daniela Piccari, con la regia di Velia Mantegazza e le musiche originali di Daniela Ronconi.
Dal 2007 realizza in collaborazione con Alessandro Serena per il Comune di Bagnacavallo, “Il Circo della Pace”, un progetto di straordinaria valenza artistica, culturale e sociale (che va in scena durante tutto l'arco delle festività natalizie in Piazza della Libertà a Bagnacavallo) coinvolgendo, in
modo corale, l'intera città: dagli imprenditori alla Parrocchia, dalle Associazioni di Categoria, Culturali e del Volontariato Locali, della Stazione Carabinieri, Lions, Rotary, Entelechia e con il contributo della Provincia di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna. La prima edizione, che ha visto protagonisti Parada e i ragazzi di Bucarest, è stata documentata anche nell’omonimo libro curato da Paolo Martini e Roberto Pozzi per la casa editrice MobyDick; la seconda, del 2008, ha coinvolto l’associazione Sarakasi e gli acrobati di Nairobi; nel 2009 protagonisti dell’evento sono gli acrobati colombiani del Circo Para Todos; nel 2010 i giovani artisti afghani della Fondazione MMCC (Mobile Mini Circus for Children) di Kabul. Da quest’ultima esperienza, Accademia Perduta co-produce il docu-film Il Circo della Pace della regista Nat Wilms.
Tutti i proventi del Circo della Pace (biglietti e merchandising) vengono interamente devoluti agli artisti e alle Onlus e/o associazioni che li sostengono. |