Nonsoloteatro
Branco di scuola, una semplice storia di bullismo
Teatro Walter Chiari - mercoledì 27 febbraio 2019

di e con Guido Castiglia

regia Guido Castiglia

Un attore al centro dello spazio scenico. Una sedia con le rotelle in grado di navigare in uno spazio vuoto da riempire con l’immaginazione. Una dimensione narrativa intima che racconta una storia. Una narrazione che nasce dall’efficacia comunicativa della teatralità, dall’uso della voce e della gestualità. Situazioni narrate che prendono forma nelle caratterizzazioni teatrali e acquistano leggerezza attraverso l’irrinunciabile ironia. E’ la storia di un fratello e una sorella che, in maniera diversa, sono stretti nella morsa del bullismo reale e discriminante, che vede nel più debole una preda da aggredire, un bullismo costante e latente e, a volte, apparentemente innocuo ma psicologicamente devastante. Il racconto, come indica il sottotitolo “una semplice storia di bullismo”, non riconduce a fatti clamorosi di spettacolari vandalismi, né di violenze degne di stuntman cinematografici. La storia narra, con un linguaggio contemporaneo ironico e, a tratti comico, di un tradimento intimo e di un disagio crescente, perpetrato, in modo costante e latente, tra i ragazzi di un liceo. Fatti che, lontani dai clamori del richiamo mediatico, minano, in primis, la dignità umana.

Temi prevalenti: La miscela tra vecchi pregiudizi e i nuovi modelli comportamentali fondati sulla prevaricazione e l’ostentazione della bellezza fisica convenzionale (televisiva), sta incrementando e inasprendo una manifestazione da sempre presente nella società: il bullismo, un fenomeno che, con le prerogative acquisite in quest’ultimo decennio intacca il tessuto sociale; una metastasi che avanza incrementando una “cultura al contrario” dove le differenze di genere si trasformano in “luoghi mentali” di scontro e violenza, interponendo così intralcio allo sviluppo civile di pari opportunità per tutti. La trama e lo sviluppo della drammaturgia nascono e prendono forma nell’ambito di un accurato approfondimento di questo ragionamento.

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: Il pubblico adolescente ha bisogno di assistere ad esperienze teatrali che rivalorizzino il senso della “narrazione corpo a corpo”, una teatralità ravvicinata dove la gestualità e la parola avvolgano lo spettatore in un rituale dal gusto “sacro e straordinario”, un evento unico perché nato e concluso per loro; i ragazzi hanno bisogno di riscoprire il “dono narrativo” in una dimensione consona alla loro condizione emotiva, in evoluzione verso un mondo adulto tutto da scoprire. In questo senso, l’attenzione di un adulto/attore che dedica il suo tempo in modo totale a loro, in quel luogo e in quello spazio, può essere una piacevole scoperta ed una preziosa novità. Per sacro, quindi, intendiamo la sacralità del momento narrativo, dove le parole acquistano peso, colore e sapore, insieme alle significanti pause e ai significativi respiri. Per straordinario intendiamo un momento unico, uno spazio temporale interamente dedicato. In una società, la nostra, dove le parole sono sprecate, spesso false, cancellate e distrutte nel loro significato, crediamo sia utile riappropriarsi di un teatro essenziale e soprattutto lontano dalle ridondanti spettacolarizzazioni televisive.

Metodo di lavoro: Per la nostra compagnia fare teatro per ragazzi significa mettersi in relazione con il pubblico al quale ci si rivolge, contaminarsi con il suo immaginario, coglierne la poeticità e rielaborare, attraverso il linguaggio e lo stile teatrale peculiare della nostra poetica, una “restituzione” comunicativa ed espressiva contenente, sotto forma di metafora narrativa, temi, sogni ed eventuali problematiche dell’infanzia o dell’adolescenza. Dal 2004 lavorando intorno al fenomeno del bullismo, abbiamo avuto l’opportunità di analizzare il fenomeno insieme ad esperti qualificati, ma soprattutto abbiamo realizzato laboratori sull’educazione alla legalità con bambini delle scuole primarie e con i ragazzi delle scuole secondarie, approfondendo il tema attraverso il loro sguardo peculiare. In questo percorso abbiamo scoperto universi differenziati: disagi non espressi e dinamiche violente latenti, fatte di piccoli soprusi, di prevaricazioni camuffate da scherzi e una galassia di sofferenze interiori non dichiarate, ancor più pericolose perché taciute. Il lavoro di laboratorio con i ragazzi delle scuole secondarie è stato fondamentale per la scelta e l’orientamento del tema affrontato ed ha indotto Guido Castiglia alla scrittura del racconto “A trecento KM all’ora”, pubblicato nel 2008 dalla Fondazione A. Colonnetti. Il libro è nato dalle suggestioni emerse da tre classi di ragazzi tra i 12 e i 14 anni che, con sorpresa, non hanno voluto mettere in evidenza il bullismo efferato echeggiato dai media, fatto di aggressività evidente, di violenza eclatante, ma hanno voluto sottolineare il bullismo celato, sconosciuto agli occhi degli adulti, il bullismo che aggredisce psicologicamente e mina gli affetti e il valore dell’amicizia. Le suggestioni riassunte in forma letteraria sono state in seguito sintetizzate in forma narrativa e teatrale nello spettacolo “Branco di scuola, una semplice storia di bullismo”.

 

Fascia d’età: 10 – 14 anni
Durata: 1 ora                                                                                                                 
Tecnica utilizzata: teatro d’attore

Calendario spettacoli

mercoledì 27 febbraio ore 10:00

Teatro Walter Chiari

Via XX Settembre, 125
48015 Cervia (RA)
0544 975166
teatrocervia@accademiaperduta.it

Prenotazioni telefoniche al numero 0544/975166

Costo del biglietto: 4,50 €